The show must go on!

In un post precedente ho accennato a  “The Great Pottery Throw Down”, una serie prodotta da BBC. Due stagioni.

Di cosa si tratta? Di una serie dedicata alla ceramica, al fare ceramica.

Il meccanismo è simile a quello di tanti reality, soprattutto di quelli canori, si parte in tanti, si vince uno!

Tanti ceramisti, all’inizio, due giudici, Kate Malone e Keith Brymer Jones, una conduttrice, la bionda Sara Cox, impegnata a dettare i tempi delle performance ceramiche e delle puntate.

In Italia è distribuita dalla piattaforma Sky, per ora solo la prima stagione.

Due considerazioni.

La prima: bello che un’arte come la ceramica conquisti il primetime e quindi un pubblico più ampio.

Questo probabilmente può accadere solo nel Regno Unito dove l’arte ceramica gode di grande attenzione.

Seconda considerazione, un poco più critica, riguarda il contenuto.

Mi spiego, ho sempre pensato e vissuto il fare ceramica come un atto fuori dal tempo, immerso nel silenzio del mio laboratorio, ascoltando le mani e il rumore delle idee.

Romantico. Lo so.

Nella serie tutto questo ovviamente non accade, sai che noia sarebbe, giusto. Ma da qui a fare ceramica a cronometro…

Si, perchè il meccanismo di “gioco” prevede che i concorrenti si misurino tra loro nel realizzare oggetti alla velocità della luce!

Time is up! Time is up!

Continua a ripetere la bionda Cox! Ecco, diciamo che in questo modo gli oggetti soffrono spesso di approssimazione progettuale e costruttiva.

Peccato, l’idea è buona, la location pazzesca, la ceramica videogenica, forse con un poco più di calma…

Io non riuscirei nemmeno a stendere una sfoglia se sapessi che ho un cronometro contro il quale lottare.

end.